- Ciao...Vieni qui... - E mi abbraccia. Forte. A lungo.
Spalle...enormi...Odore...mi piace...Andiamo avanti.
Parliamo un po'...di niente...non ricordo...Poi, all'improvviso, mi bacia. Faccio per ritrarmi...o forse penso solo di farlo, ma il mio corpo non risponde più...Mi piace...
Andiamo a sederci. Parla lui. Parla di sé. Ascolto e annuisco.
Poi ci alziamo. Beviamo. Ridiamo. Lui mi sorride sempre. Di quei sorrisi tra l'innamorato e l'arrapato feroce. Mi piace...
Mi accarezza il viso. E mi sorride. Occhi sempre fissi nei miei. E i miei nei suoi. Mi abbraccia - La mia Vale... - La TUA Vale???
- Mi piacciono i tuoi occhi. Mi dicono quello che non mi dici tu - No, dai, non pretendere di sapere quello che penso. Abbandona questo sentiero...non ti porta lontano.
- Mi piace il tuo sedere - Questo è più da lui.
Il mio corpo reagisce bene al suo. Ed è questo l'importante anche se lui pretende che gli dica quello che provo mentre sono lì con lui. Oh...io...non provo NIENTE! Niente! Quel niente che ti rispondono loro quando chiedi – A che pensi? – E noi non ce ne capacitiamo, ma loro davvero riescono a NON pensare.
Giochiamo. Ci baciamo. Ridiamo. Lui mi sorride…sempre quel sorriso. Sempre quegli sguardi. E carezze, carezze, carezze.
– Che bella collana – E mi sfiora. Mi guarda. Mi sorride.
– Che belle scarpe. Io le guardo le scarpe delle donne, eh –
– Ah sì? E che scarpe avevo venerdì? –
– Rosse – È vero.
– Tu mi sei piaciuta per come parli, per come guardi. Si vede che sei matura –
– Sono stato bene con te.
– Anch’io.
– Allora quando vuoi stare bene ancora chiamami.
– No. Chiamami tu.
– Ok. Ti chiamo io, allora. Tu vuoi essere cercata…
– …
– Dimmi quando vuoi che ti chiami.
– Vuoi sapere quando voglio che mi chiami? Voglio che mi chiami quando non me l’aspetto – la mia prima risposta sincera di tutta la serata.
E lui…sorride. Sorride proprio bene. E mi abbraccia. E mi bacia.
Inciso.
Ovviamente…non abbiamo scopato!! No, non è l’uomo perfetto. È solo che non ha ancora ottenuto quello che vuole. Sorrisi, sguardi, belle parole, soprattutto giuste, quasi come se mi capisse, quasi come se fosse sensibile. L’effigie dell’uomo ideale, concettualizzabile dalla mente femminile, ma non formalizzata tra le cose sensibili (e forse l’incapacità dell’uomo di capire la donna, nelle sue richieste più semplici, risiede nella sua incapacità di elaborare un concetto di donna che si avvicini minimamente all’idea immutabile. La sua memoria la riconosce, quando la incontra nella realtà sensibile, ma la sua mente non è in grado di elaborare un modello ideale che, per quanto lontano dall’idea iperuranica, ne presenti almeno qualche tratto distintivo).
No, non ci casco ancora. Non sono uno stereotipo vecchio come il mondo questi tipi?
E siete tutte d’accordo con me che questo vuole solo scopare!!
10 ottobre 2007
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2 commenti:
io confermo quanto detto dalle dott.sse Vale e Jinjer...ma con una precisazione:
sì, fanno sorrisini e moine quando vogliono ottenere prestazioni sessuali, ma, poverini, non lo fanno sempre consciamente... il loro cervello limitato funziona come quello di un animale.. eh sì, istinto, soddisfazione del suddetto, pratica archiviata. Siamo noi BABBE a credere e a volere che alla prossima avvisaglia tornino da noi... e invece NO!!!!!
cambiano per fecondare altre giumente e far fiorire la specie...
porco darwin!!!!!!
Beh...non mi ero mai vista come una GIUMENTA...Ma questo è dovuto al fatto che il mio cervello non è approssimativo e bestiale come quello di un uomo (anzi, homum snorkum)!
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